Vero o falso? 7 miti da sfatare su Venezia

venezia a colori
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“Le fondamenta di Venezia sono costruite sull’acqua”. “L’acqua alta farà presto sprofondare le case di Venezia”. “E’ una città da salvare”.

Giorgio Guido Zucconi

Quante di queste frasi avete sentito negli anni? Tra dicerie e mezze verità, la città della Laguna si è colorata di mistero. Con Giorgio Guido Zucconi, presidente di Ateneo Veneto e docente presso l’università Iuav di Storia dell’architettura, cerchiamo di sfatare alcuni falsi miti su Venezia.

1 . Leggenda vuole che fu Attila, il condottiero “flagello di Dio” a contribuire alla fondazione di Venezia, pur in modo indiretto: si dice che le popolazioni della terra ferma cercarono riparo da lui in Laguna. Verità o fake news ante litteram?

“L’origine di Venezia è stata al centro di una lunga discussione tra gli storici, ma oggi si crede che la Laguna sia in realtà abitata da sempre. A testimonianza di presenza umana in questa zona, ci sono i resti delle prime abitazioni in paglia. Si trattava di un popolo anfibio, che viveva di caccia, pesca o agricoltura a seconda delle stagioni. Un popolo i cui discendenti, tutt’ora, abitano qui. Quando l’impero romano cadde, certo la Laguna fu considerata una zona più sicura della terra ferma. La città si formò su una serie di nuclei, dei quali il più consistente fu in origine Rialto”

2. E’ vero che le fondamenta di Venezia sono dei pali? E’ stata costruita su palafitte sull’acqua?

“No, non lo è. La laguna veneziana, quando la città cominciò a formarsi, era formata da tante piccole isole di sabbia. La sabbia è un buon materiale su cui costruire una nuova casa. E così inizialmente i primi abitanti di Venezia eressero case di legno, poi le sostituirono con quelle di mattoni e pietra. La città che oggi tutti possono ammirare è frutto invece della marmorizzazione di Venezia, avvenuta tra il 1400 e il 1500. I pali sono stati utilizzati in caso ci fosse la necessità di attraversare strati di fango e materiale di riporto alluvionale e “ancorare” le fondamenta delle case sulla sabbia sottostante. Soprattutto sui bordi dell’isola è stato quindi necessario palificare”.

3. I detrattori della città dicono che Venezia è una sorta di parco giochi turistico. Come risponde?

“Venezia non finisce a piazzale Roma: è una città ha svolto un importante ruolo industriale per il Paese. La zona di Porto Marghera negli anni ’60 dava lavoro a 40mila persone. Oggi sono 6-7mila”.

molatura vetro murano

4. Murano è la patria del vetro: questa, almeno, è vera?

“E’ certamente vero, ma forse non tutti sanno che fino a metà Ottocento l’industria milanese produceva vetri e specchi per le case. Quando la moda dei vetri decorati delle abitazioni settecentesche sparì, l’abate Zanetti (della scuola omonima abbiamo parlato qui, ndr) rilanciò il vetro sottile e si occupò di formare le prime maestranze, facendola diventare celebre in tutto il mondo per le sue lavorazioni artistiche”.

5. Un’altra diceria su Venezia è che l’acqua alta sia il frutto dell’effetto serra.

“Ecco, niente di più falso. Da sempre ci sono zone più e meno colpite dalla marea, si tratta di un fenomeno comune a tutta la Laguna. Ci sono poi zone poste più in alto, che non ne risentono. Sono le parti più antiche ad andare sott’acqua, ma Venezia ha da sempre convissuto con l’acqua”.

acqua alta venezia

6. Venezia è da salvare?

“Questa è tra le frasi che sento ripetere più spesso, mi fa sorridere. Si dice che sia in corso un esodo degli abitanti di Venezia, ma è falso: si tratta di dinamiche comuni anche a città di terra, non vi è nulla di straordinario. Quando c’è di mezzo Venezia si tende a drammatizzare tutto: perché per altre città si parla di “recupero e restauro” e qui invece si parla di “salvataggi”? Che Venezia sprofondi è una sorta di concept turistico: gli abitanti di Venezia lo sanno bene. E’ una città fragile, certamente. Ma non sta certo per morire, neanche economicamente. A dimostrazione, un solo dato: ogni mattina 85mila pendolari raggiungono Venezia. E non parlo di turisti. Sono persone che qui studiano o lavorano“.

7. A suo parere, bisogna mettere un tetto ai turisti? Aiuterebbe Venezia?

E’ una proposta del tutto irrealizzabile. Come potremo distinguere il turista da chi sta andando in tribunale, all’archivio, in Regione? Metteremo forse dei tornelli all’ingresso della città? Diverrebbe una città fasulla: siamo certi di voler andare in questa direzione? Di sicuro c’è una Venezia nascosta, meravigliosa davvero, che il turista comune non conosce. E che andrebbe incentivata con pacchetti turistici, che distribuiscano i grandi flussi anche in quelle zone meno “di massa”.

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